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Pratica ENEA per gli infissi: esempio di compilazione e quando serve

Hai cambiato le finestre e ti hanno detto che devi mandare la pratica ENEA ma non sai di cosa si tratta? La pratica ENEA è la scheda descrittiva dell’intervento, va trasmessa entro 90 giorni dalla fine dei lavori, e se hai cambiato le finestre di casa tua puoi compilarla da solo.

Più avanti trovi l’esempio di compilazione completo, schermata per schermata, con i dati veri di una sostituzione infissi.

Non è una domanda di contributo e non è una pratica edilizia. Serve allo Stato per misurare quanta energia si risparmia con gli interventi che detrae, e si manda a lavori finiti.

Il termine di trasmissione è la scadenza da segnare subito, e i 90 giorni non partono dalla fattura né dal giorno in cui hai pagato.

C’è anche un caso in cui la comunicazione non è obbligatoria, e capita spesso che ce lo chiedano al telefono.

In questo articolo scoprirai:

  • da quando partono i 90 giorni e come si prova la data
  • chi può compilare la scheda e quando serve un tecnico
  • quando la comunicazione ENEA non è obbligatoria
  • i dati da avere sotto mano prima di aprire il portale
  • come si compila la scheda, schermata per schermata
  • cosa fare se hai sbagliato o se sei fuori tempo

Che cos’è la pratica ENEA e a cosa serve

La pratica ENEA è la scheda descrittiva dell’intervento ed una comunicazione di monitoraggio. L’ENEA raccoglie i dati di tutti i lavori che accedono alle detrazioni per il risparmio energetico e li usa per misurare quanta energia il Paese risparmia davvero.

Per te è un adempimento. Nessuno ti risponde che sì o che no: il portale registra la scheda e ti restituisce un codice, e quel codice è la tua prova.

Si manda per via telematica dal portale dei bonus fiscali dell’ENEA, e si usa il sito dell’anno in cui i lavori sono finiti.

Quello che riceverai è una mail con il codice CPID. È la ricevuta, e vale come prova anche la stampa della scheda descrittiva con il CPID e la data di trasmissione. Tienila insieme alle fatture.

Pratica, comunicazione, dichiarazione ENEA: è sempre la stessa cosa

Sentirai chiamare questo adempimento in quattro modi diversi e sono tutti lo stesso documento: pratica ENEA infissi, comunicazione ENEA, dichiarazione ENEA, scheda descrittiva.

Il nome tecnico è scheda descrittiva dell’intervento, e sul portale si chiama così. Chi dice certificazione ENEA intende quasi sempre la ricevuta che il portale rilascia dopo l’invio.

La parola comunicazione descrive bene cosa succede: stai informando lo Stato di un intervento già finito, senza chiedere niente a nessuno.

I 90 giorni partono dalla fine dei lavori, non dalla fattura

finestra nuova con telaio effetto legno aperta su una strada di Genova

Molti contano i 90 giorni dalla data della fattura o dal bonifico, perché sono i documenti che hanno in mano. Il termine invece parte dalla fine dei lavori, o dal collaudo dove è previsto.

Nel 2026 c’è una sola eccezione, e riguarda chi ha finito i lavori in primavera. Il portale ENEA è stato aggiornato il 25 giugno 2026, e per gli interventi iniziati dal 4 febbraio 2026 e finiti prima del 25 giugno i 90 giorni si contano da quella data di riapertura.

Negli altri casi vale la regola di sempre, cioè per i lavori iniziati prima del 4 febbraio e per quelli finiti dal 25 giugno in poi: si conta dalla fine dei lavori dichiarata.

La data di fine lavori va provata con un documento di chi i lavori li ha fatti, oppure del tecnico che compila la scheda. Un’autocertificazione tua non basta, e su questo l’Agenzia delle Entrate è netta.

Se i lavori scavallano l’anno, i 90 giorni si contano comunque dalla fine dei lavori, che non coincide per forza con l’anno in cui hai pagato. La detrazione segue i pagamenti, la pratica segue il cantiere: sono due calendari diversi.

Quando montiamo noi, la data di fine lavori è quella del nostro rapporto di fine montaggio, e la pratica parte da lì senza che tu debba tenere il conto. Cosa succede in casa in quei giorni è raccontato in come montare finestre in PVC.

Chi compila la dichiarazione ENEA: puoi essere tu

Se hai sostituito le finestre di una singola casa, la scheda puoi redigerla tu. Lo dice il vademecum dell’ENEA sui serramenti: per l’unità immobiliare identificata al Catasto il beneficiario è abilitato a farlo.

Serve invece un tecnico abilitato in tutti gli altri casi, a partire dagli interventi sulle parti comuni di un condominio. Il tecnico è un ingegnere, un architetto, un geometra o un perito iscritto al proprio albo.

La differenza sta fra cambiare le finestre di casa tua e cambiare quelle del vano scale. Nel primo caso sei autonomo, nel secondo il condominio deve incaricare qualcuno.

Per i nostri clienti la pratica la prepariamo e la inviamo noi, con i valori presi dalle schede tecniche dei serramenti che abbiamo montato. È l’ultimo passo del lavoro ed è compreso.

Quando la comunicazione ENEA non è obbligatoria

Qui la risposta dipende da quale detrazione stai usando, e le due strade non si comportano allo stesso modo.

Con l’ecobonus la scheda descrittiva è un adempimento previsto dall’agevolazione. Se cambi le finestre e detrai come risparmio energetico, la scheda va trasmessa.

Con il bonus casa, cioè la detrazione per ristrutturazione, la comunicazione ENEA riguarda solo gli interventi che comportano un risparmio energetico. Se stai rifacendo un bagno, non c’è niente da comunicare.

E c’è una differenza che pesa. Per il bonus casa l’Agenzia delle Entrate ha chiarito, con una risoluzione del 2019, che la mancata o tardiva trasmissione all’ENEA non fa perdere la detrazione. Nell’ecobonus quel margine non esiste.

Il consiglio pratico resta uno solo: mandala. Ti impiega mezz’ora di lavoro e chiude definitivamente la questione, mentre ricostruire a distanza di anni quale bonus avevi usato e se la comunicazione serviva è un lavoro che non vuoi fare.

Quale delle due strade conviene quando cambi solo le finestre lo abbiamo spiegato in bonus infissi senza ristrutturazione.

I dati da avere sotto mano prima di aprire il portale

La scheda chiede poche cose, ma tutte precise. Vale la pena raccoglierle prima, perché cercarle a metà compilazione è il modo migliore per sbagliare.

I tuoi dati e quelli della casa, compresi gli identificativi catastali.

La superficie dei serramenti in metri quadri, quella complessiva dell’intervento.

La trasmittanza delle finestre nuove, che sta sulle schede tecniche che ti consegna chi te le ha vendute.

La trasmittanza delle finestre che hai buttato, che è il dato che manca più spesso.

L’importo speso, IVA compresa, e su come funziona l’aliquota abbiamo una guida a parte, IVA sugli infissi.

Il libretto dell’impianto di climatizzazione invernale. Il portale chiede potenza in kW e rendimento del generatore, che sia una caldaia o una pompa di calore, anche a chi ha cambiato solo le finestre: senza quei due numeri la scheda si blocca a metà. Se l’impianto è centralizzato, il libretto lo tiene l’amministratore di condominio.

Insieme alle finestre hai cambiato tapparelle o persiane? Nella scheda degli infissi va messa la spunta “Installazione di chiusura oscurante pertinente” e nella sezione dei costi va indicato l’importo totale, serramenti e oscuranti insieme. Sono due voci sole, ma se le separi la scheda non racconta il lavoro che hai fatto.

Come si dichiara la trasmittanza delle finestre vecchie

finestra a due ante aperta in una stanza di casa con la zanzariera abbassata

Le finestre vecchie non hanno una scheda tecnica, e infatti è la domanda che riceviamo di più. La trasmittanza dei vecchi infissi in legno non è scritta da nessuna parte: un serramento degli anni Settanta non ha nessun documento che dica quanto isolava.

La soluzione è prevista dall’ENEA: quel valore si può stimare, anche in modo approssimativo, e l’ENEA mette a disposizione lo strumento per farlo. Nella sezione tecnica del sito trovi il documento sui metodi di calcolo della trasmittanza degli infissi esistenti insieme a un foglio di calcolo che fa la stima. Non serve misurare niente e non serve smontare niente.

Il valore stimato va poi scritto in un documento, e i posti validi sono tre: la certificazione del produttore, in un campo libero, oppure una sua autocertificazione, oppure l’asseverazione del tecnico dove c’è.

Girano anche tabelle di valori di riferimento che incrociano il materiale del telaio con il tipo di vetro, e le trovi su parecchi siti di settore. Usale per farti un’idea e non come fonte, perché quasi nessuna dichiara da dove arriva: lo strumento con un nome e un autore resta quello dell’ENEA.

Nel documento che accompagna la pratica il numero si presenta per quello che è, una stima.

Per orientarti intanto basta sapere una cosa: un serramento vecchio in legno a vetro singolo, o un telaio metallico senza taglio termico, stanno abbondantemente sopra i limiti di tutte le zone climatiche italiane. Il salto quindi c’è, e il lavoro della stima serve a metterlo nero su bianco.

Il bonus paga il miglioramento, quindi la finestra vecchia deve stare sopra il valore limite della tua zona climatica e quella nuova sotto o pari al limite.

Sulla finestra nuova vanno rispettati anche i requisiti minimi degli edifici, quelli del decreto del 2015 o quelli del decreto del 2025 a seconda di quando sono iniziati i lavori. A Genova il limite è 1,67, a Milano e a Monza 1,30. Il quadro completo delle zone è in detrazione infissi.

Quattro condizioni da verificare prima della pratica

Prima della scheda vengono i presupposti, e se manca uno di questi la pratica non si fa perché la detrazione non c’è.

La casa deve essere già esistente, cioè accatastata o con l’accatastamento in corso, e in regola con i tributi. Sulle nuove costruzioni l’ecobonus non si applica.

La casa deve avere un impianto di riscaldamento. L’agevolazione premia il minor consumo di un ambiente riscaldato: senza impianto non c’è niente da risparmiare.

L’intervento deve essere una sostituzione, non una nuova installazione. Se apri un foro dove prima non c’era nulla e ci metti una finestra, quella finestra resta fuori, anche se è la migliore del listino.

Questo non significa che le finestre debbano restare identiche e nello stesso punto. La circolare 23/E del 2022 dell’Agenzia delle Entrate, richiamata dal vademecum ENEA, ammette spostamenti e variazioni di dimensione, purché la superficie complessiva degli infissi agevolati resti minore o uguale a quella che c’era prima.

Il serramento deve separare il caldo dal freddo, cioè dare sull’esterno o su un locale non riscaldato. Una porta finestra che dà su una veranda riscaldata non divide due temperature diverse.

Come si compila la scheda ENEA, passo per passo

Il percorso sul portale è questo, schermata per schermata, lo stesso che facciamo noi quando la pratica la segue il nostro ufficio. Le immagini sono della procedura vera, con i campi ancora vuoti.

Si entra solo con SPID o CIE

Il portale è bonusfiscali.enea.it e non ha utenza e password proprie: si accede con la tua identità digitale, SPID oppure carta d’identità elettronica.

Pagina di accesso al portale ENEA con l'elenco dei gestori di identita SPID
Dall’accesso del portale ENEA si passa al tuo gestore SPID.

Ecobonus o Bonus Casa, due porte diverse

La home ti chiede subito quale strada prendere, e per le finestre con l’ecobonus si entra da Ecobonus.

Il portale accetta oggi le schede con fine lavori nel 2025 e nel 2026. Per le annualità precedenti ENEA tiene gli archivi separati, con procedure proprie.

Home del portale ENEA con i due riquadri Ecobonus e Bonus Casa
I due riquadri della home: per gli infissi in ecobonus si entra da sinistra.

Nuova scheda, con l’anno giusto

Dentro trovi l’elenco delle tue schede e due pulsanti, uno per l’anno di fine lavori 2026 e uno per il 2025. Conta la data di fine lavori, non la data in cui stai compilando.

Pagina Le mie schede descrittive con i pulsanti per inserire la scheda 2026 o 2025
L’anno si sceglie qui, e sbagliarlo significa rifare la scheda da capo.

Il ruolo: beneficiario o intermediario

Per casa tua scegli beneficiario. Se la compila per te un’azienda o un tecnico, lui sceglie intermediario e dichiara di agire per conto del beneficiario.

La scelta cambia i campi che il portale ti mostra dopo.

Schermata ENEA per scegliere l'anno di fine lavori e il ruolo di beneficiario o intermediario
Il ruolo si dichiara una volta sola, all’apertura della scheda.

I dati del beneficiario

Qui vanno nome, cognome, codice fiscale, nascita, residenza e un telefono. Se la spesa l’avete divisa in più persone, gli altri si aggiungono in fondo alla stessa pagina.

Form ENEA con i campi anagrafici, di residenza e di contatto del beneficiario
La sezione del beneficiario, con lo spazio per chi ha contribuito alla spesa.

I dati dell’immobile e i catastali

La pagina chiede foglio, particella e subalterno dello stato finale, e questi dati di solito vanno cercati.

I dati catastali stanno sull’atto di acquisto o sulle bollette, e se sei proprietario li trovi anche nella tua area riservata dell’Agenzia delle Entrate. Servono anche anno di costruzione, superficie utile e titolo di possesso.

Form ENEA con ubicazione, dati catastali e proprieta dell'immobile
I gradi giorno li calcola il portale da solo appena inserisci il comune.

Il tipo di intervento: comma 345A

Per la sostituzione di finestre si sceglie Comma 345A, interventi sull’involucro, che è come il portale chiama questa riga. La norma sotto sta nel comma 345 dell’articolo 1 della legge 296/2006 e copre superfici opache, infissi e serramenti.

Nella stessa pagina va la data di ultimazione dei lavori, da cui partono i tuoi 90 giorni.

Schermata ENEA con la selezione del comma 345A per gli interventi sull'involucro
Il comma 345A copre tutto quello che sta sull’involucro, infissi compresi.

I dati dell’impianto termico esistente

Il portale chiede i dati dell’impianto anche a chi ha cambiato solo le finestre, e senza quei numeri la scheda non va avanti. È il punto in cui si ferma la maggior parte delle pratiche.

Serve il libretto di impianto completo, da cui si leggono due valori del generatore: la potenza utile nominale in kW e il rendimento al 100% della potenza. Se l’impianto è condominiale, il libretto lo ha l’amministratore e va chiesto a lui.

Form ENEA dell'impianto termico esistente con la tabella dei generatori
Senza potenza in kW e rendimento al 100% la tabella dei generatori resta vuota e la scheda si ferma.

Come si inseriscono gli elementi nella tabella dei serramenti

Dentro Strutture trovi la voce Serramenti e infissi, che all’inizio è vuota. Si riempie una riga alla volta con il pulsante Aggiungi.

Quante righe fare dipende da come il fornitore compila la certificazione: se accorpa due finestre identiche, accorpi anche tu, altrimenti ogni serramento ha la sua riga. Con otto finestre dai valori diversi fra loro le righe diventano otto.

Tabella ENEA dei serramenti vuota con il pulsante Aggiungi
La tabella dei serramenti prima di cominciare.

Gli otto campi di ogni riga

Per ogni serramento il portale chiede com’era prima e com’è adesso, più la superficie e il confine.

Il confine si lascia su verso esterno in quasi tutti i casi, e si cambia solo quando la finestra dà su un locale chiuso come una veranda o una cantina. In fondo c’è la spunta “Installazione di chiusura oscurante pertinente”, da mettere se insieme alle finestre hai cambiato tapparelle o persiane.

Finestra ENEA con i campi da compilare per un singolo serramento
I campi di una riga: quattro sul vecchio infisso, quattro sul nuovo.

La superficie si legge sulla certificazione

Se la certificazione riporta la superficie del serramento, usa quel dato: sta nella colonna superficie elemento in metri quadri. Misurando il foro ottieni un numero diverso da quello della documentazione tecnica, e in pratica è la discrepanza che poi vai a spiegare.

Sulla stessa certificazione c’è anche la trasmittanza del nuovo infisso, la Uw in W/m²K, l’altro numero che il portale chiede.

Tabella di certificazione con trasmittanza termica, fattore solare e superficie di ogni elemento
Dalla certificazione si leggono la Uw e la superficie di ogni elemento, riga per riga.

Una riga compilata davvero

Una riga finita si legge così: telaio in legno con vetro singolo, trasmittanza del vecchio infisso 5, superficie 2,23 metri quadri.

Dopo l’intervento: telaio in PVC, vetro a bassa emissione, trasmittanza 1,3, confine verso esterno. Da 5 a 1,3 è il miglioramento su cui si calcola la detrazione.

Riga ENEA compilata con telaio in legno, vetro singolo, trasmittanza 5 e nuovo infisso in PVC
Una riga completa, dal vecchio infisso in legno a quello nuovo in PVC.

Il calcolo della detrazione e il risparmio stimato

Nella sezione del calcolo si inserisce la spesa sostenuta e il portale mostra da solo la detrazione che ne deriva, con l’aliquota dell’anno.

Sulle spese del 2025 e del 2026 l’aliquota ordinaria è il 36%, e sale al 50% solo quando a pagare è il proprietario, o chi ha un diritto reale di godimento, su un’unità adibita ad abitazione principale. Chi è in affitto o in comodato resta al 36% anche nella casa in cui vive. Le situazioni però sono tante, fra comproprietari, usufrutto, familiari conviventi e spese divise, quindi la tua posizione va verificata con il commercialista prima di contarci.

Per la sostituzione di finestre comprensive di infissi in ecobonus, il limite massimo della detrazione è 60.000 euro per unità immobiliare.

Il portale avverte che quei numeri hanno valore indicativo: quello che conta a fini fiscali resta quanto dichiari nei redditi. Il risparmio di energia primaria in kWh all’anno lo calcola il sistema dai dati che hai inserito.

Schermata ENEA del calcolo costi con la detrazione ammissibile e il risparmio di energia stimato
Il portale calcola la detrazione da solo e avvisa che il valore ha carattere indicativo.

Anteprima e invio

Prima di inviare il portale obbliga a vedere l’anteprima, e vale la pena rileggere lì i catastali e le superfici. Un errore accorto dopo l’invio si sistema comunque con la funzione Modifica pratica, che ti fa correggere il campo sbagliato e rimanda la scheda con un nuovo CPID.

Dopo l’invio arriva la ricevuta con il codice identificativo (CPID). È il documento da conservare, insieme alle fatture e ai bonifici.

Schermata finale ENEA con anteprima e pulsante di conferma e invio della scheda
L’anteprima è obbligatoria: il pulsante di invio resta spento finché non la apri.

Quando serve l’asseverazione del tecnico

Per la sola sostituzione di finestre in una singola unità immobiliare l’asseverazione del tecnico non viene rilasciata. Al suo posto si fa la dichiarazione di chi te le ha fornite, assemblate o installate, che attesta il rispetto dei requisiti. È la strada normale di chi cambia le finestre di casa sua e porta la spesa in dichiarazione dei redditi.

Il quadro completo è più articolato di così, perché l’ecobonus distingue la verifica sui requisiti tecnici da quella sulla congruità delle spese, e la seconda cambia a seconda di come usi il bonus. Chi opta per lo sconto in fattura o per la cessione del credito faccia verificare la propria posizione da un tecnico o dal commercialista.

Anche quando l’asseverazione sulla congruità non è richiesta, resta necessario rispettare i costi massimi specifici applicabili all’intervento. Per gli infissi nelle zone climatiche D, E ed F sono 780 euro al metro quadro di sola fornitura, che salgono a 900 con le chiusure oscuranti.

Quei massimali riguardano il bene, non la finestra montata in casa tua. Posa, manodopera, IVA e prestazioni professionali sono spese ammissibili che seguono regole proprie, quindi 780 euro al metro quadro non sono il tetto del preventivo.

L’APE non serve per la sostituzione di infissi in una singola unità immobiliare, e se lo vedi in un preventivo puoi togliere quella voce.

Se hai sbagliato la scheda o sei fuori tempo

Gli errori materiali si correggono. Se ti accorgi di aver sbagliato un dato o di aver indicato un importo diverso da quello vero, la scheda si rettifica anche dopo i 90 giorni, ma non oltre il termine di presentazione della dichiarazione in cui quella spesa si detrae.

Due errori non richiedono nessuna rettifica: aver indicato un soggetto diverso dall’intestatario di fatture e bonifici, e non aver segnalato che i beneficiari sono più di uno. In quei casi bastano i documenti che dimostrano chi ha pagato e quanto.

Per correggere si usa Modifica pratica, mai Annulla pratica. La modifica annulla e sostituisce la versione precedente e genera un nuovo codice CPID, e vale la pena conservare entrambe le ricevute per dimostrare che il primo invio era arrivato nei termini.

Annulla pratica invece cancella la scheda e basta. Se i 90 giorni sono già passati il sistema può non lasciarti inserire una pratica nuova al posto di quella, e a quel punto a tuo nome non risulta più niente.

Se i 90 giorni sono passati e la scheda non è partita, in presenza delle condizioni previste l’omissione si può ancora sanare. È una strada da verificare con il commercialista prima di darla per buona.

Cosa conservare dopo la pratica ENEA

I controlli arrivano anche a distanza di anni, e la detrazione si spalma su dieci. Quindi tutto quello che riguarda il lavoro va tenuto insieme, in una cartella sola.

La mail dell’ENEA con il codice CPID e la scheda descrittiva firmata.

Le schede tecniche dei serramenti con la marcatura CE e le dichiarazioni di prestazione.

La dichiarazione del fornitore che sostituisce l’asseverazione, dove si è usata quella strada.

Le fatture e le ricevute dei bonifici parlanti, con la causale che richiama la norma, il tuo codice fiscale, il numero e la data della fattura e la partita IVA dell’azienda.

I lavori fatti da chi non è proprietario richiedono anche il consenso scritto del proprietario. Sulle parti comuni servono la delibera assembleare, la tabella millesimale di ripartizione e la dichiarazione dell’amministratore che certifica quanto hai versato tu.

Domande frequenti sulla pratica ENEA per gli infissi

Da quando partono i 90 giorni per la pratica ENEA?

Dalla fine dei lavori, o dal collaudo dove è previsto. Non dalla data della fattura e non dal bonifico, che sono le due date che si usano per sbaglio più spesso. Per alcuni interventi conclusi prima della riapertura del portale nel giugno 2026 vale l’eccezione spiegata sopra.

Posso fare da solo la pratica ENEA per le finestre?

Sì, se l’intervento riguarda 1 singola unità immobiliare identificata al Catasto: in quel caso il beneficiario è abilitato a compilarla. Per le parti comuni di un condominio la scheda va invece redatta da un tecnico iscritto all’albo.

Quando la comunicazione ENEA per gli infissi non è obbligatoria?

Con il bonus casa riguarda solo gli interventi che comportano un risparmio energetico, e una risoluzione del 2019 ha chiarito che la trasmissione tardiva o mancata non fa perdere la detrazione. Per la sostituzione di infissi agevolata con l’ecobonus, invece, la scheda descrittiva è un adempimento previsto dall’agevolazione.

Come faccio a sapere la trasmittanza delle finestre vecchie?

Si stima, anche in modo approssimativo, con l’algoritmo messo a disposizione dall’ENEA. Il valore va poi riportato in 1 dei 3 documenti validi: la certificazione del produttore, una sua autocertificazione o l’asseverazione del tecnico.

Cosa succede se non mando la pratica ENEA entro i 90 giorni?

Con l’ecobonus il termine conta, perché la scheda è uno dei requisiti. In presenza delle condizioni previste l’omissione si può sanare, ma è una situazione da far valutare al commercialista e non si sistema da sola.

Serve un tecnico per la pratica ENEA se cambio solo 2 finestre?

No, in una singola casa la compili tu, e anche l’asseverazione dei requisiti tecnici può essere sostituita dalla dichiarazione di chi ha fornito e montato i serramenti. Se poi detrai direttamente in dichiarazione non serve nemmeno l’asseverazione sulla congruità delle spese, quindi niente computo metrico, ma i costi massimi al metro quadro restano da rispettare.

La pratica ENEA vale anche per tapparelle e persiane?

Sì, se le hai cambiate insieme alle finestre: nella scheda degli infissi si mette la spunta “Installazione di chiusura oscurante pertinente” e si indica 1 solo importo, serramenti e oscuranti insieme. Il massimale di fornitura in quel caso sale da 780 a 900 euro al metro quadro.

Dove si fa la pratica ENEA per gli infissi?

Sul portale bonusfiscali.enea.it, l’unico canale valido. Si entra con SPID o con la carta d’identità elettronica, e la scheda si compila direttamente online senza scaricare nessun modulo.

Serve ancora l’allegato F per gli infissi?

È lo stesso adempimento con un altro nome. Allegato F è il modo in cui per anni si è chiamata la scheda semplificata per la sostituzione degli infissi nelle singole unità, mentre sul portale di oggi e nelle FAQ ENEA quel documento si chiama scheda descrittiva e si compila online. Nessun modulo da scaricare e nessuna raccomandata: quello che resta in mano è la ricevuta con il codice CPID.

Perché il portale mi chiede i dati dell’impianto termico se ho cambiato solo le finestre?

Perché i dati dell’impianto di climatizzazione invernale fanno parte delle informazioni energetiche che la scheda richiede, e servono al calcolo del risparmio associato all’intervento. Senza la potenza in kW e il rendimento del generatore la scheda non si può chiudere. È il punto in cui si ferma la maggior parte delle pratiche.

Quanto costa la pratica ENEA?

Per i nostri clienti niente, perché la prepariamo e la inviamo noi come ultimo passo del lavoro. Se te la fa fare un tecnico dall’esterno, la parcella rientra fra le spese professionali agevolabili.

Ho sbagliato un dato nella scheda ENEA, posso correggerlo?

Sì, con la funzione Modifica pratica, che sostituisce la scheda precedente e assegna un nuovo codice CPID, entro il termine di presentazione della dichiarazione in cui detrai quella spesa. Non usare Annulla pratica: cancella la scheda, e se i 90 giorni sono passati il sistema può non lasciartene inserire una nuova.

Serve l’APE per la pratica ENEA sugli infissi?

No, per la sostituzione di infissi in singole unità immobiliari il vademecum ENEA esclude l’attestato di prestazione energetica. È una delle semplificazioni previste per questo intervento, insieme alla dichiarazione del fornitore al posto dell’asseverazione sui requisiti tecnici.

In sintesi

La scheda va trasmessa entro 90 giorni dalla fine dei lavori, non dalla fattura, sul portale dei bonus fiscali dell’ENEA.

In una singola casa la compili tu, mentre sulle parti comuni serve un tecnico abilitato.

Per la sostituzione di infissi agevolata con l’ecobonus la comunicazione ENEA è obbligatoria, con il bonus casa riguarda solo gli interventi che fanno risparmiare energia.

La trasmittanza delle finestre vecchie si stima con l’algoritmo dell’ENEA, e va scritta in un documento del produttore o del tecnico.

La mail con il codice CPID è la ricevuta, e vale anche la stampa della scheda con CPID e data: si conserva insieme a fatture e bonifici.

Se stai cambiando le finestre e vuoi che della pratica ci pensiamo noi, passa in uno dei nostri showroom oppure chiama Alessio al 345 624 7655.

Leggi anche: detrazione infissi per aliquote, limiti e massimali, e quanto costa cambiare gli infissi per la spesa su cui si calcola tutto.

Fonti

Requisiti, documentazione e adempimenti sono presi dal vademecum ENEA Serramenti e infissi nell’aggiornamento del 23 settembre 2026, dall’avviso ENEA del 25 giugno 2026 sulla riapertura del portale, dalle FAQ dell’ecobonus e dalla guida dell’Agenzia delle Entrate alle agevolazioni per il risparmio energetico. Per il bonus casa vale la risoluzione 46/E del 2019.

Le regole cambiano, quindi prima di firmare un ordine verifica la tua posizione con il tuo commercialista.

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