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Il rumore è quella sensazione che l’orecchio
trasmette al cervello e che è provocata da
variazioni di pressione dell’aria sul
timpano. Il rumore è la somma di più suoni
"puri" (es. A+B=C). Ogni rumore è
caratterizzato da una frequenza e da
un’ampiezza. Maggiore è l’ampiezza e
maggiore risulta l’intensità del rumore
percepito. La frequenza invece dà luogo a
rumori gravi o acuti. Questi ultimi sono i
più disturbanti.
Poichè il rumore non ha la stessa intensità
alle diverse frequenze, si utilizza uno
strumento "fonometro analizzatore" capace di
filtrarle e riconoscerle. In tal modo si può
studiare il rumore, analizzandone le
componenti. Per semplicità si usa esprimere
il rumore con un solo numero "pesato" sulle
diverse frequenze: esso esprime la
sensazione di disturbo provocata sull’uomo e
si esprime in decibel.
Cos’è il decibel - dB
È il logaritmo del rapporto tra la pressione
sonora ed una pressione di riferimento,
moltiplicata per 10. Si usa per semplificare
il problema (anche se potrebbe sembrare il
contrario). Infatti la scala delle pressioni
sonore è molto ampia e non sarebbe
facilmente rappresentabile. Inoltre
l’orecchio umano è sensibile alla pressione,
ma non in modo lineare. Una pressione doppia
non corrisponde ad una sensazione doppia.
40 dB non è la metà di 80 dB invece 86 dB è
il doppio di 80 dB, 6 soli dB in meno
dimezzano la sensazione di disturbo.
La normativa
La normativa che regola la rumorosità
ammessa nelle case è la legge quadro 447/95.
In un ambiente non vi può essere una
differenza di più di 5 dB(A) rispetto al
rumore di fondo di giorno e di più di 3 dB(A)
di notte (dopo le 23.00) La verifica viene
eseguita con misurazione fonometrica. Le
immissioni nell’ambiente da parte delle
attività non possono superare il valore
previsto per le diverse zone nei diversi
Comuni, in prossimità di autostrade,
ferrovie, aeroporti. Anche il rumore della
maggior parte delle sorgenti è
regolamentato. I comuni provvedono alla
zonizzazione del proprio territorio in base
alla rumorosità consentita. |